Il Museo Tullio Vietri

Biblioteca Museo Tullio Vietri Volto di donna, 1967, tempera su carta

La Biblioteca, servizio di base e primo punto di accesso del cittadino all’informazione ed alla documentazione, contribuisce ad accrescere la consapevolezza dell’eredità culturale e a trasmetterla alle generazioni future.

Nel 1999 l’artista opitergino Tullio Vietri, la Sig.ra Anna Maria Reggiani e la Sig.ra Silvia Vietri Giso, hanno effettuato la donazione modale al Comune di Oderzo di 163 opere dell’artista, realizzate in momenti diversi e in tecniche varie. I lavori sono esposti a rotazione nella collezione permanente allogata nell’omonimo Museo Tullio Vietri collocato presso la  Biblioteca Civica, e sono stati oggetto di pubblicazione da parte del Comune stesso.
Il Museo è visitabile negli orari di apertura della Biblioteca.

Tullio Vietri

Tullio Vietri nato nel 1927 a Oderzo, risiede dal 1930 a Parma, fino al 1938 a Borgonovo (Piacenza), quindi a Bologna, ove tuttora vive. Compiuti studi classici, assecondando interessi artistici, frequenta l’Accademia di Belle Arti (e al contempo l’Universita’) di Bologna. Guadagnando precisa identita’ pittorica e intellettuale, partecipa tra il 1948 e il 1968 alla IX Quadriennale di Roma; a “Pittura Italiana”, Los Angeles (’60); a “Disegno Italiano”, Berlino (’61); a “Pittura Italiana dal Futurismo a Oggi”, Parigi Museo d’Arte Moderna (’66). Dal 1969 si astiene dalle mostre tradizionali nazionali, presenziando solo a iniziative espositive che abbiano esclusivo fine culturale e non mercantile. Protagonista della vita intellettuale bolognese, Tullio Vietri ha pubblicato su “L’Unita””, “L’Avvenire” sul tema arte – cultura – società, teorizzando la necessita’ dell’impegno civile, morale e politico per l’affermazione della liberta’ della cultura e dell’arte. Nel 1988 fonda la rivista “Critica radicale”, che tuttora dirige. Fortunato Bellonzi, in merito alla sua arte scrive:

“… l’oggettivismo di Tullio Vietri, che nella sua pittura, ristretta all’essenzialita’ del bianco e nero, tiene di conto gli effetti visivi delle tecniche delle cosiddette comunicazioni di massa, quali la fotografia, il cinematografo, la televisione, il manifesto pubblicitario, avvalendosi per denunciare drammaticamente la nostra condizione umana di mezzi analoghi a quelli della civiltà dei consumi, è nella linea storica del realismo moderno. […] La pittura di Vietri è un documento della società contemporanea di cui sono rilevate con umore funereo l’alienazione e l’incomunicabilita’.” (R.Costella)

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