LIBRI E AUTORI

Giovedì 26 gennaio
Ore 20.30
Palazzo Foscolo, via Garibaldi 65, Oderzo

 

In occasione del Giorno della Memoria, Fondazione Oderzo Cultura propone, per giovedì 26 gennaio, la presentazione del libro

 

Diciassette virgola sessanta Un Internato Militare Italiano nei lager nazisti

di Ermanno Ferracin e Mattia Tasso

Dialoga con l’autore Mattia Tasso, il dott. Pierluigi Granata.

 

Se quel tale avesse insistito, avrei sparato senza pensarci due volte. Era la prova inconfutabile di quanto fossi cambiato, in peggio. L’Ermanno di prima della guerra non sarebbe stato in grado di far male a una mosca. L’Ermanno tornato dai campi nazisti, invece, poteva trasformarsi in un assassino. Quando rimisi la pistola in tasca, ebbi paura di me stesso, ero pericoloso. L’esperienza dell’internamento aveva stravolto la scala di valori. A contatto perenne con l’odio, la crudeltà, la violenza e la privazione, rispettavo meno la vita umana, compresa la mia. Mi salvò la volontà ferrea di non darla vinta ai miei aguzzini.

E, oggi, forse l’unico modo che ho di trovare pace, per me e per tutti i ragazzi costretti alla guerra e alla deportazione, è consegnare la mia testimonianza agli altri.

Così qualcuno la leggerà, la ricorderà e magari vorrà raccontarla a sua volta, in modo che non si dimentichi. Allora, credo, gli Internati Militari Italiani avranno finalmente un po’ della giustizia che meritano.

 

Il 20 settembre 1943, Adolf Hitler dichiarò che i militari italiani catturati all’indomani dell’Armistizio non dovevano essere considerati prigionieri ma internati. La specifica del Führer si poneva come una misura punitiva nei confronti di quelli che considerava traditori. Lo status d’internato, infatti, negava le tutele previste dalla Convenzione di Ginevra e l’accesso all’assistenza internazionale della Croce Rossa, giustificando i maltrattamenti e inasprendo le condizioni di reclusione.

Tra il 1943 e il 1945 furono internati nei lager circa 650.000 soldati, ufficiali e sottoufficiali italiani. Nei campi ne morirono oltre 60.000 e molti altri perirono successivamente alla liberazione, per stenti o per malattie contratte in precedenza. Il computo totale delle vittime tra gli IMI si attesta a circa 70.000.

 

Gli autori

Ermanno Ferracin (Lendinara, 21 agosto 1923) è medico chirurgo specialista in pediatria, odontostomatologia e ortognatodonzia. Ha esercitato come medico condotto e pediatra a Minerbe (VR), dove successivamente ha aperto il suo studio dentistico. È stato docente e collaboratore presso l’Università degli Studi di Padova. Fino all’età di 94 anni ha portato avanti l’attività medico dentistica come volontario presso la Casa di Riposo di Legnago (VR). Attualmente vive a Minerbe.

Mattia Tasso (Legnago, 23 luglio 1987) è sociologo e consulente della comunicazione digitale. Come autore ha scritto per Terre di Mezzo e ha rmato articoli riguardanti il mondo del lavoro e l’attualità. Ha partecipato, sia nel ruolo di docente che di relatore, a corsi ed eventi sui temi dell’innovazione, della società, della tecnologia. Attualmente è impegnato nella stesura di un saggio sulla sociologia dei rituali.

 

 

Ingresso libero, è gradita la conferma di partecipazione via mail a: eventi@oderzocultura.it