EURO ROTELLI. Lo sguardo tattile

da venerdì 3 a domenica 26 ottobre
inaugurazione: giovedì 2 ottobre, ore 18.30
 Palazzo Foscolo - Oderzo

Palazzo Foscolo è aperto al pubblico
Da mercoledì a sabato: 9.00-12.00 e 15.00-18.00
Domenica: 15.00-18.00
ingresso gratuito

La personale dell’artista pordenonese Euro Rotelli, che s’inaugura giovedì 2 ottobre alle 18.30 a Palazzo Foscolo di Oderzo, è una mostra di fotografia capace di coinvolgere più sensi, partendo dalla vista, quindi dal senso maggiormente legato al pensiero, per poi affondare nel tatto, nell’udito e nell’olfatto, entro un percorso teso a coinvolgere il pubblico con una forte partecipazione emozionale.
Già il titolo — Lo sguardo tattile — annuncia questa suggestiva dimensione legata al principio della sinestesia, a sottolineare la particolarità di un’opera in cui lo sguardo si fa tattile: ritaglia, seleziona un’immagine dalla realtà per poi alterarla per via manuale chiamando in causa una valenza pittorica che si compie sulla pellicola della Polaroid, sistema che l’artista ha scelto proprio perché gli consente d’intervenire direttamente sul risultato finale.

Curata da Sabrina Zannier, la mostra rappresenta un importante appuntamento voluto, sostenuto e promosso da Sinetica for Art, l’iniziativa culturale di Sinetica, azienda leader nel settore dell’arredo per l’ufficio, che si avvale della collaborazione della Fondazione Oderzo Cultura Onlus, responsabile dell’attività di Palazzo Foscolo. Attenta ai contemporanei sviluppi dell’arte visiva, dopo le prime mostre e pubblicazioni, a partire da quest’anno Sinetica for Art si propone come connettore d’arte sullo specifico del linguaggio fotografico, che intende divulgare a livello internazionale. Per sottolinearne il valore emozionale e comunicativo nell’orizzonte di una quotidianità tesa fra identità sociale e sensibilizzazione alle problematiche ambientali.

L’opera fotografica di Euro Rotelli nasce, si compie e trova linfa vitale a ridosso di un’idea che coincide con una prassi, con un’azione, con un modo di porsi innanzi alle cose e al mondo.L’idea è quella del VIAGGIO. La sua messa in opera chiama in causa lo spostamento, il dinamismo, del corpo, dello sguardo e del gesto dell’artista. Un viaggio che si compie sostanzialmente in due direzioni: verso il paesaggio, naturale e urbano, e a ridosso della corporeità umana, a sua volta concepita come ulteriore territorio da esplorare, manipolare e re-inventare.

Da quest’ultimo aspetto — la re-invenzione dell’esistente — affiora l’intensità poetica e l’identità creativa del lavoro di Rotelli, che si compie nell’incontro di due modalità cognitive e linguistiche: lo sguardo, affidato alla pratica della fotografia; e il tatto, l’intervento diretto della mano, che compie un gesto pittorico alterando il dato di realtà e conferendogli l’anima soggettiva dell’artista. Lo sguardo tattile propone un percorso suddiviso in tre sezioni.
Il corpo ri-creato è la sezione sui nudi che apre il percorso espositivo, dove l’intreccio, la gestualità, le posture e il sottile ammiccamento alla sensorialità del corpo umano evidenziano, nel modo più incisivo, la valenza scultorea e certa classicità del linguaggio fotografico di Euro Rotelli, in tal caso risolto in bianco e nero per porre l’attenzione sulla relazione tra pieno e vuoto, luce e ombra, elevati a grammatica essenziale dell’immagine. L’umanizzazione del paesaggio è la sezione più corposa, che affronta prima il paesaggio naturale, ancora in bianco e nero, con ammiccamenti visivi alle tracce del disegno e dell’incisione offrendo l’incanto di atmosfere melanconiche;  e poi il paesaggio urbano, dove la totale entrata in scena del colore esplicita in modo frontale l’idea del viaggio. Dall’America all’Oriente all’Europa autobus, camion, treni, insegne stradali, bar, parchi, volti, vie, piazze ci narrano frammenti di esistenza quotidiana, con immagini ricche di vita e animazione, alimentate anche dalla scelta delle inquadrature, dall’intensità delle cromie, dalle sfocature, dalle manipolazioni che tracciano sulla fotografia segni articolati e gesti veloci.Nell’ultima sezione, intitolata Il Teatro del sé, l’artista propone una personalissima riflessione sulla frenesia del ritmo esistenziale, sull’identità degli scenari attraversati di Paese in Paese. Ne nasce una città ri-pensata dall’uomo entro quel ‘teatro del sé’ che identifica la volontà e la capacità di ri-guardare il mondo dalla centralità dell’individuo.

A completare il coinvolgimento plurisensoriale dell’esposizione concorre la colonna sonora che il giovane musicista Michele Spanghero ha ideato a ridosso delle tre sezioni della mostra, nonché il progetto olfattivo messo a punto da Oikos Fragrances.
La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Sinetica for Art, curato da Designwork, con saggi della curatrice e di Fabio Amodeo. 

vedi il video dell'inaugurazione
http://www.pnbox.tv/videolink.asp?video=2091.wmv